Test di diagnosi del gioco patologico

test diagnosi gioco patologico

Ci sono vari test che mettono in evidenza se si può aver maturato una dipendenza da gioco patologico, vediamo i più famosi.

Per quanto riguarda la diagnosi del Gioco d’Azzardo Patologico o, per usare la definizione più recente, del Disturbo da Gioco d’Azzardo vi sono degli strumenti di diagnosi tramite test che possono anche essere auto-somministrati.
Fermo restando che una diagnosi medica può essere fatta solo da un professionista medico psichiatra che abbia modo di visitare il paziente vediamo questi test che cercando di inquadrare se si è in presenza di un comportamento patologico nei confronti del gioco.

I test in questione sono svariati vediamo i più famosi:

  • I test che si basano sul DSM sono 3 e precisamente:
    SOGS – South Oaks Gambling Screen (Lesieur & Blume, 1987)
  • Lie/Bet Questionnaire (Johnson, Hamer, 1998)
  • CPGI – Canadian Problem Gambling Index Short Form (Cox et al., 2003)

Vediamoli in dettaglio:

Il SOGS
E’ un questionario auto-somministrato, ormai datato risale alla fine degli anni ’80 e basa le domande sul DSM-III, questi sono i suoi principali limiti che lo rendono abbastanza inaffidabile e inadatto a dare responsi. E’ stato accusato di dare falsi positivi.
Analizza vari punti tra cui:

  • difficoltà a giocare in modo controllato;
  • consapevolezza problema di gioco;
  • mezzi usati per procurarsi il denaro per giocare;
  • gioco per recuperare il denaro perso;
  • ricorso alla menzogna;
  • allontanamento da lavoro, scuola, famiglia o amicizie.
    Indaga anche abitudini di gioco:
  • tipo di gioco privilegiato;
  • frequenza attività di gioco (sistema di valutazione graduato).

Restituisce una diagnosi che a seconda del punteggio può escludere il problema o indicare un gioco problematico o patologico.
Esiste una versione per adolescenti detta SOGS-RA.

Il Lie/Bet Questionnarire
E’ un test estremamente semplice che valuta con risposte binarie (sì, no) I criteri presi in esame sono:

  • Tolleranza (“Ha mai sentito l’impulso a giocare somme di denaro sempre maggiori?”);
  • Menzogna (“Si è già sentito di dover tenere nascosta l’entità del suo giocare a quelli che gli stanno più vicino?”).

Risultati: con almeno un criterio con 1 sì si ha il pericolo di essere in zona di gioco d’azzardo problematico.
Il test non consente alcun approfondimento dell’esaminato non distinguendo nemmeno tra livello di gravità del problema.

Il CPGI – Canadian Problem Gambling Index
E’ il più recente, in Italia è usato dal CNR per la ricerca IPSAD sulla popolazione italiana di 15-64 anni.
E’ costituito da una serie di domande che analizza la frequenza di alcuni comportamenti e pensieri/emozioni riferite all’ultimo anno di vita; le risposte hanno 4 gradazioni.
I criteri toccati vertono su:

  • Tolleranza;
  • Rincorsa delle perdite;
  • Auto-riconoscimento o riconoscimento altrui dell’esistenza di un problema di gioco;
  • Denaro e problemi finanziari;
  • Conseguenze sullo stato di salute;
  • Senso di colpa per il modo di giocare o le sue conseguenze.

Il punteggio fornisce 4 risultati possibili: assenza del problema, rischio minimo, rischio medio, presenza di gioco problematico o patologico.

Altri test che non si basano sul DSM sono:

  • ASI-G Addiction Severity Index (Lesieur, Blume, 1992) – GAP come dipendenza;
  • PG-Yale Brown Obsessive-Compulsive Scale (De Caria, Hollander, Begaz, 1998) – GAP come DOC;
  • MAC/G (Spiller, Guelfi, 1998) – motivazione al cambiamento;
  • GABS Questionario sui Comportamenti e sulle Convinzioni inerenti il Gioco d’Azzardo (Breen, Zuckerman, 1998).

L’Addiction Severity Index-G
E’ un’intervista di circa un’ora in cui vengono analizzate varie aspetti della vita del paziente quali:

  • situazione medica;
  • lavoro e sostentamento;
  • uso di alcol e/o di sostanze psicotrope;
  • gambling;
  • situazione legale;
  • storia famigliare;
  • relazioni sociali e familiari;
  • situazione psichica.

Il risultato restituito può andare dall’assenza del problema a presenza del problema che può essere lieve, moderato, notevole, grave.
Indica anche la necessità di un trattamento e di che entità, inoltre dà una buona analisi complessa del paziente.

Il PG-Yale Brown Obessive Compulsive Scale
Test sottoposto da un operatore, si basa su una valutazione graduata in merito alla frequenza di alcuni criteri quali:

  • tempo investito;
  • interferenza su sfera sociale e psicologica;
  • sforzi di controllo;
  • capacità di mantenere il proposito di non giocare.

I risultati possono indicare l’assenza di ossessione per il gioco o la presenza di un rischio lieve, medio, grave o ancora la presenza del problema in modo grave.

Il MAC/G
Questionario porto da un operatore, misura lo status di cambiamento, la disponibilità al cambiamento, la presenza di un conflitto e i progressi percepiti.

Il GABS
Test autosomministrato, indaga errori e pregiudizi cognitivi riferitre al problema del gioco.

Esiste un questionario dedicato agli adolescenti denominato DSM-IV-J-R Gambling screen, ha il vantaggio di basarsi su una versione recente del DSM per quanto superata dal DSM-5.

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