Il Manifesto delle Regioni contro la ludopatia

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La ludopatia, o dipendenza dal gioco, chiede di essere affrontata sul territorio con una serie di manovre vicine al cittadino, concrete ed efficaci, ma anche con un processo di formazione continua e con campagne progresso che siano in grado di allarmare e informare le persone sui rischi che si nascondono dietro al gioco d’azzardo.

La legge di Stabilità 2016 ha segnato delle linee guida nella conferenza Stato-Regioni, che potranno mettere in moto un confronto fra i singoli enti locali e lo Stato in materia di ludopatia e di gioco d’azzardo.

La manovra fa seguito all’iniziativa portata avanti dalla regione Lombardia, apripista in questo senso grazie all’organizzazione di efficaci provvedimenti contro la ludopatia, culminati con l’organizzazione a Milano della “Prima giornata nazionale delle Regioni e degli Enti locali sul contrasto al gioco d’azzardo”. Scopo dell’incontro è stata la presentazione del Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia, un documento al quale hanno finora aderito la Lombardia, la Liguria e il Veneto. L’obiettivo comune delle regioni firmatarie consiste nel mettere in moto delle buone azioni regionali in materia e di garantire la salvaguardia della normativa regionale esistente.

Secondo i portavoce, si tratta di un passo avanti nella risoluzione del problema, anche se nel complesso la lotta contro la ludopatia annovera argomenti e settori molto diversi fra di loro. La lotta contro la dipendenza dal gioco d’azzardo interessa infatti il contrasto dell’illegalità, la necessità di garantire introiti fiscali allo Stato e la cura clinica della patologia. Diversi sono quindi i soggetti coinvolti e il manifesto si propone di segnare una linea comune ai vertici di chi è impegnato nella lotta alla dipendenza.

I portavoce hanno inoltre sottolineato l’importanza da parte degli enti coinvolti di conoscere perfettamente la tecnologia propria del gioco d’azzardo moderno, soprattutto quello legato ai siti web e alle slot. Si tratta di cercare dei criteri che siano comuni a tutte le regioni e di stabilire che le macchinette siano a bassa puntata e a bassa vincita, quindi awp e non più vlt come erano un tempo.

Il settore dei giochi si rivela ampiamente problematico a livello statale, perché se da un lato la dipendenza è riconosciuta, dall’altro il settore stesso è fonte di grandi introiti fiscali per lo Stato. A metà aprile si terrà quindi il riordino complessivo del settore. Ciò dovrebbe avvenire in una tavola rotonda che andrà ad accogliere tutti i soggetti coinvolti, dai rappresentanti dei monopoli di Stato, al sistema Gioco Italia che si propone essere una costola di Confindustria, fino alle diverse rappresentanze delle categorie di interesse.

Dalla Siae alla federazione italiana tabaccai, dai vertici contro la criminalità organizzata fino alla Guardia di Finanza, i soggetti chiamati a intervenire cercheranno di stilare delle regole fondamentali per contrastare l’avanzata della ludopatia nel paese, cercando di creare un giusto confine fra gioco e possibilità di dipendenza. Si tratta di un piccolo passo avanti nella lotta contro la dipendenza da gioco, perché è importante considerare che il paese manca ancora di una legislatura forte sull’argomento, ma soprattutto di un piano d’azione mirato al contrasto degli episodi criminosi che spesso si pongono alla base della nascita della stessa dipendenza.

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