I fattori di rischio nello sviluppo della ludopatia

ludopatia

La ludopatia è la dipendenza dal gioco, una patologia molto speciale e spesso difficile da riconoscere, ma che coinvolge numerose persone nel nostro presente, con danni psicologici, sociali e anche fisici molto pericolosi.

Trattandosi di una dipendenza abbastanza ‘giovane’, la comunità scientifica mondiale sta mettendo a punto delle regole e stillando dei parametri che possono essere impiegati in casi di riconoscimento della malattia e di conseguenti terapie da destinare alla cura dei pazienti.

Si tratta quindi di un work in progress, perché ogni giorno le terapie e anche le cause analizzate diventano più ricche, specifiche e articolate. Oltre alle cause principali della dipendenza da gioco, esistono dei cosiddetti fattori di rischio, che chiedono di essere analizzati a parte e di essere considerati con attenzione dai soggetti coinvolti, ma soprattutto da familiari e/o amici che hanno il sospetto di leggere una condizione di ludopatia nella persona cara.

Attualmente la causa della ludopatia non è nota alla comunità scientifica, ma gli esperti sono concordi nell’affermare che si tratta di una malattia psichiatrica, dove l’azzardo patologico e la dipenda dal gioco sono legati a fattori biologici, genetici e ambientali sfavorevoli. Con il termine ‘fattori di rischio’ si intendono gli elementi che possono aumentare le probabilità di diventare dei giocatori patologici e quindi di soffrire di ludopatia.

Tutto può iniziare con la presenza di disturbi psichiatrici e di altre patologie quali l’ansia, la depressione e i disturbi della personalità, in particolare il disturbo borderline. Altri fattori sono legati all’alcolismo o alla dipendenza da sostanze stupefacenti, all’ADHD, ovvero al disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività e a comportamenti compulsivi.

Altri fattori di rischio individuati sono la giovane età, perché la maggior parte dei giocatori affetti da ludopatia si inserisce in un bacino che va dai 20 ai 50 anni, dove la maggior parte appartiene al sesso maschile. Le donne sono infatti meno indotte a sviluppare la dipendenza da gioco patologico, ma nei casi in cui questo avviene la differenza sta nella velocità di assuefazione. Le donne, in altri termini, soffrono meno la dipendenza, ma quando lo fanno lo manifestano in modo molto più veloce rispetto agli uomini.

Anche la familiarità con il gioco d’azzardo e l’assunzione di famaci dopamino agonisti sono considerati dei fattori di rischio nello sviluppo della ludopatia. Per quanto riguarda i punti in comune che sono stati notati nei giocatori patologici, è interessante notare che chi soffre di ludopatia ha solitamente uno spirito molto competitivo e soffre di workholism, ovvero della tendenza a lavorare molte ore al giorno anche se non ne ha realmente bisogno. A ciò si associa la tendenza ad annoiarsi in fretta e all’iperattività, caratteristiche che si legano ad una scarsa consapevolezza della matematica e delle sue regole, con conseguente sovrastima delle capacità individuali.

La personalità delle persone affette da ludopatia si rivela quindi essere molto facile da manovrare, soprattutto in condizioni di invito al gioco e di proposte allettanti, che nella maggior parte dei casi si basano su una sopravvalutazione della personalità e delle abilità del giocatore.

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