Il Giocatore, un racconto per capire la dipendenza da gioco

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Il dramma della dipendenza da gioco nelle pagine del grande romanziere russo e a sua volta gambler: Dostoevskij

Il Giocatore è forse un romanzo minore nella produzione di Dostoevskij ed è certo meno conosciuto rispetto a capolavori come Delitto e Castigo o I fratelli Karamazov. Nondimeno è un’opera importante in cui la personalità dell’autore trova un palcoscenico in cui presentarsi trattando di un problema come quello della dipendenza da gioco che lo coinvolgeva personalmente.

Dostoevskij affronta il mondo del gioco d’azzardo restituendoci vari personaggi che lo attraversano e vi sono, per un motivo o un altro, invischiati e risucchiati; la sua penna analizza la psicologia dei vari giocatori e le emozioni e tragedie che colorano la loro vita.

La trama del giocatore

La storia si svolge in Germana nell’immaginaria città di Roulettenburg (nome fin troppo evocativo), siamo nel 1863 e la città è meta di molti turisti attratti dal locale casinò. Qui Aleksej, il protagonista, vive presso la famiglia di un vecchio generale dei cui figli è precettore privato. Ruotano intorno alla famiglia personaggi francesi, inglesi e italiani.
Il generale ha anche una figliastra, Polina, di cui Aleksej è invaghito.
Come nello stile famoso di Dostoevskij si intrecciano amori, incomprensioni, malintesi e tentativi di redenzione da vizi veri o presunti fino al finale un po’ incerto.
Dal libro sono stati tratti due film (The Gambler, del 1974 diretto da Karel Reisz e The Gambler del 1997 diretto da Károly Makk).

Come detto il romanzo non è il migliore dell’autore russo che tra l’altro dovette realizzarlo nel tempo record di 1 mese per delle clausole con il suo editore cui doveva dei soldi, neanche a dirlo, a causa del suo vizio per il gioco d’azzardo.
I tempi strettissimi di gestazione e lo stress del periodo in cui venne scritto, molto problematico per l’autore, hanno lasciato un segno, non sempre positivo ma certamente caratteristico sullo stile di queste pagine. Nondimeno il testo resta come ottimo esempio di descrizione del difficile rapporto tra il giocatore patologico e la sua dipendenza per il gioco.

La realizzazione dell’opera in tempo salvò il Nostro dai debiti, gli procurò una moglie (la segretaria che gli batterà a macchina il racconto) e a noi ha dato un pregevole spaccato psicologico sulle vite e i drammi dei giocatori compulsivi.

AC

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