Dipendenza dal gioco, segnali e sviluppi della patologia

dipendenza gioco

Il gioco d’azzardo patologico rappresenta una dipendenza, oggetto di studio in ambito psicologico e psichiatrico, ma anche a livello mediatico e cinematografico.

Nella ludodipendenza il gioco rappresenta libertà, creatività, senza tener conto delle conseguenze economiche e sociali che una tale dipendenza comporta. Pur di crearsi la propria “oasi della gioia” i soggetti affetti da questa patologia mettono in atto, imperterriti, la propria smania di vincita, credendo di poter valutare e tenere sotto controllo tutte le possibili variabili per poter vincere. Ciò che mettono in atto, invece, sono atteggiamenti di schiavitù, ossessione, ripetitività nell’atto del gioco.

Come si passa dal vizio del gioco alla dipendenza

Giocare di tanto in tanto non significa avere una dipendenza eccessiva dal gioco d’azzardo: quando il gioco, però, diventa un vizio irrinunciabile, allora si deve capire se si è di fronte a una dipendenza patologica. Bisogna fare una distinzione tra giocatori d’azzardo e giocatori patologici: per alcuni, giocare è un piacevole passatempo, anche occasionale, mentre per altri significa passare l’intera giornare a puntare somme su numeri, cavalli, roulette e così via.

Possiamo delineare diverse patologie di giocatore, in relazione alle modalità di gioco:

  • Giocatore sociale: considera il gioco come un’occasione per socializzare e divertirsi e sa tenere sotto controllo i propri impulsi distruttivi;
  • Giocatore problematico: sfugge da problemi sociali che lo stressano, attraverso il gioco. Non si può parlare ancora di patologia;
  • Giocatore patologico: la dimensione del gioco è ribaltata in un comportamento distruttivo che è alimentato da altre serie problematiche psichiche;
  • Giocatore patologico impulsivo/dipendente: emergono gravi sintomi che sottolineano il rapporto patologico con il gioco d’azzardo sono talvolta più centrati sull’impulsività e altre volte sulla dipendenza.

Prima di diventare un giocatore patologicamente dipendente dal gioco, il soggetto attraversa diverse tappe che ne determinano, poi, le azioni future:

  • Fase vincente: il soggetto gioca in modo occasionale e gioca, in modo crescente, in base alle vincite iniziali. Il gioco allevia le tensione e gli stati emotivi negativi che lo pervadono;
  • Fase perdente: in questa fase, il soggetto gioca da solo e investe somme di denaro, anche indebitandosi. Il pensiero del gioco diventa sempre più martellante nella sua mente, infatti, fino a spingerlo a richiedere prestiti pur di poter continuare la sua attività ludica;
  • Fase di disperazione: il giocatore si isola dal contesto sociale – famiglia, amici – e dedica tutto il suo tempo al gioco, subendone le conseguenze. Tanti, infatti, sono i giocatori che vanno incontro alla perdita del lavoro o a divorzi fino poi al suicidio, nei casi più estremi;
  • Fase critica: il giocatore vuole essere aiutato per uscire dalla dipendenza da cui è afflitto;
  • Fase di ricostruzione: la vita del giocatore inizia a migliorare, poiché riesce a uscire dalla sua dipendenza patologica da gioco. Riconquista l’autostima e ricostruisce i rapporti sociali interrotti, migliorando anche la qualità del lavoro.
  • Fase di crescita: il soggetto assume un nuovo stile di vita, lontano dal gioco, diventando maggiormente introspettivo, riversando la propria attenzione su altri aspetti della vita.

Certamente, la fase di recupero non è semplice: in alcuni pazienti, può impiegare mesi, in altri, addirittura, anni. Il soggetto, inoltre, se non seguito e se mosso da poca forza di volontà – nonostante il recupero della propria vita affettiva, sociale e lavorativa, non è esente da ricadute. Molto importante, in tal senso, la vicinanza del partner, dei familiari e dei colleghi di lavoro che, con il loro supporto, possono aprire la mente al giocatore dipendente e fargli capire che può far confluire le proprie energie in altre attività costruttive e meno dannose, sul piano economico e esistenziale, del gioco d’azzardo.

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