Dipendenza da smartphone e da gioco patologico

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La dipendenza da smartphone (e tablet) ha forti correlazioni con la dipendenza da gioco e in alcuni casi può facilitarla; vediamo perché.

Siamo così legati ai nostri smartphone che spesso anche la gente comune scherza sul fatto di avere una vera dipendenza verso il proprio cellulare ultratecnologico. Quella che sembra essere una battuta è invece un serio pericolo di sviluppare una sindrome psichiatrica tutt’altro che leggera.

Benché questi strumenti siano un oggetto di consumo relativamente recente il loro uso è diventato talmente diffuso e spesso necessario, vista la loro polifunzionalità, che il fatto che possano diventare oggetto di un uso ossessivo è tutt’altro che raro.

In effetti lo smartphone si presta particolarmente a diventare uno stimolatore di dipendenza patologica per le sue innumerevoli utilità. E’ uno strumento comunicativo per eccellenza, consente di ricevere e inviare dati da amici, siti informativi per tutti i gusti, consente di acuistare, vendere, fare fotografie, cercare lavoro, offrire servizi, giocare, scommettere e migliaia di altre cose.

Se avete un’esigenza, dall’iscrivervi all’università a cercare la vostra anima gemella o qualunque altra cosa, è certo che uno smartphone vi può dare una mano a soddisfarla.
In questo senso i cellulari di ultima generazione sono strumenti potentissimi e utili che hanno davvero suggellato la rivoluzione informatica in cui stiamo vivendo. Ma come tutte le cose accanto a indubbi benefici vi sono dei rischi che ormai, vede e preoccupa anche un osservatore più distratto. Il rischio è di sviluppare una dipendenza da smartphone che diventa ossessiva a pericolosa esattamente come le dipendenze da sostanze o da comportamenti.

La dipendenza da Smartphone

La chiave è l’enorme utilità dello smartphone che lo fa presto diventare una parte cruciale della nostra vita quotidiana, come detto per navigare, giocare, comunicare, scrivere, calcolare, conoscere il tempo e altre cose che ci sono utili.
Piano piano il fare affidamento sullo smartphone si trasforma in un bisogno sempre più stringente, lo smartphone passa dall’essere uno strumento a diventare una parte integrata di noi di cui non possiamo fare a meno pena la sensazione di essere sconnessi dal mondo, primati di una parte essenziale, nudi e isolati.
Questo atteggiamento mentale che preclude alla dipendenza è conosciuto anche con un termine inglese come nomophobia (un’unione di mobile e phobia in cui però la paura non è per il cellulare ma di esserne separati).

Quando non si riesce a stare per più di pochi minuti senza guardare lo schermo del proprio mobile device tanto che lo si porta anche a letto e nella doccia si ha il principale indizio che il rapporto di utilità si è trasformato in dipendenza patologica.

I rischi della dipendenza da Smartphone

I rischi che si corrono sono simili alle altre dipendenze, piano piano lo smartphone diventa il principale oggetto di interessi della persona che trascura le altre occupazioni per quanto più reali. Il problema è tanto più grave nei bambini e adolescenti perché il tempo passato interagendo con lo smartphone viene tolto alle normali interazioni umane che sono la palestra psicologica più sana per sviluppare tutta una serie di emozioni e comportamenti che saranno necessari a creare una persona relazionalmente e mentalmente sana, equilibrata ed empatica.
Ma i rischi non sono solo relazionali, il rimanere a guardare uno schermo per molte ore al giorno ha molte ripercussioni negative anche sulla salute psicofisica dell’individuo.

La soglia tra uso necessario e abuso patologico è piuttosto sottile ma in genere l’incapacità di stare senza il proprio cellulare è indicativa di una relazione patologica.

In Corea del Sud, uno dei paesi col più alto tasso di cellulari, il ministero dell’istruzione sta promuovendo campagne per l’uso morigerato dei cellulari e tablet e organizza periodi di vacanza in cui si promuove una totale astintenza (è proprio il caso di dire) da questi strumenti tecnologici.

Questo anche in considerazione del fatto che secondo un recente studio pubblicato su NYT e PPMC c’è una forte correlazione tra dipendenza da smartphone e dipendenza da gioco compulsivo, per cui la presenza prima dipendenza è un facilitatore dell’insorgenza della seconda.*

In una cultura come la nostra, in cui essere connessi è un must imprescindibile, riconoscere e combattere la dipendenza da smartphone può essere molto difficile, così come è difficile distinguere tra un uso sano e utile della tecnologia da un abuso instupidente e futile.
Una delle più grandi sfide per XXI secolo sarà coniugare la presenza di questi strumenti innovativi con la saggia considerazione che essi devono essere visti come strumenti per l’uomo e non viceversa.

Intanto anche in questo settore nascono dei percorsi di disintossicazione che portano a ristabilire il giusto equilibrio tra fruitore e strumento tecnologico.

*fonte: http://www.apa.org/pubs/journals/releases/ppm-ppm0000100.pdf

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