Capire e aiutare un dipendente da gioco

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Parlare con una persona che ha problemi di dipendenza da gioco può essere difficile, eppure se si vuole bene a un gambler occorre affrontarlo e parlargli.

Molte persone possono indulgere in attività di scommesse o gioco d’azzardo senza che questo sia per loro un problema. In questo senso il rapporto con il gioco è un rapporto sano e non ha nulla di dannoso se non i soldi che vengono persi in esso.
Altri invece possono, col passare del tempo, sviluppare un disturbo di dipendenza da gioco che li legherà in modo sempre più disfunzionale alla pratica del gioco.
In breve il tempo dedicato al gioco patologico diventerà sempre maggiore, maggiori saranno le quantità di denaro sperperate e il pensiero di rifarsi e di tornare a giocare monopolizzerà la psiche del giocatore ormai diventato dipendente.

Se questo processo si è instaurato è bene riconoscere che è un processo patologico ma che può essere fermato. Prima si identifica la dipendenza da gioco d’azzardo prima si interviene con un percorso di cura maggiori sono le possibilità di un recupero ottimale.

Il percorso terapeutico non è facile e richiede la volontà del dipendente da gioco e l’aiuto di personale qualificato ma seguendo questa via molte persone sono riuscite a riportare il controllo nella propria vita e a gestire questa che è una vera e propria malattia psichiatrica.

Capire la dipendenza da gioco

I tempi di insorgenza della dipendenza da gioco variano da individuo a individuo, in genere si può dire che una maggior frequentazione del gioco stesso porta prima a manifestare una dipendenza. Al di là dei tempi ciò che conferma la presenza di una dipendenza sono i segni e sintomi, tra gli altri:

  • Spendere più soldi nel gioco di quanto ci si possa permettere;
  • Problemi relazionali, lavorativi, sociali a causa del gioco;
  • Incapacità a ridurre o gestire il gioco patologico;
  • Provare vergogna e tentare di nascondere la proprie attività di gioco;
  • Investimento di grandi quantità di tempo nel gioco a scapito della altre attività;
  • Richiesta di denaro o furti per finanziare il proprio gioco.

Capire perché il gambler gioca

Le motivazioni che portano alle dipendenze non sono ancora perfettamente comprese, possiamo dire che il dipendente da gioco o gambler cerca nel gioco quelle emozioni e sensazioni che possono compensare alcune carenze psicologiche che sente di avere.
In genere il giocatore non ha una alta autostima e vive momenti di depressione o ansia o difficoltà. Il gioco rappresenta quell’eccitazione, quel rilassamento, quella evasione di cui, conscio o meno, ha bisogno.
Come detto le motivazioni possono essere variegate, certo è che il gioco compulsivo non solo non è una soluzione per i problemi del gambler ma anzi non fa che aggiungersi come nuovo problema con effetti di peggioramento in negativo della sua vita. Chi sa di avere sviluppato una dipendenza da gioco o conosce qualcuno che ha questa patologia ha il dovere di affrontarla il più presto possibile.

Come parlare ad un giocatore problematico

Benché possa essere difficile parlare e confrontarsi con una persona col problema di dipendenza da gioco, la cosa migliore da farsi è quella di trovare un momento tranquillo e affrontare l’argomento con il/la giocatore/trice problematico/a.
Il tono non deve essere né accusatorio né aggressivo e la prima questione da porre è chiedere al giocatore problematico se pensa di avere un problema in tal senso. Se la discussione rimane pacata, anche se il giocatore nega di avere il problema, si possono comunque trarre utili informazioni e dare a lui utili spunti di riflessione. Dire ad una persona che si sospetta che ci sia un problema e che si è preoccupati per lei in modo empatico e disponibile può riuscire a far aprire ad una dialogo difficile ma costruttivo.
Non sempre il gambler sarà felice di poter parlare di questo argomento a causa di suoi meccanismi di difesa e di negazione psicologica, ma può capitare che in alcuni casi egli possa sentirsi alleggerito dal potersi sfogare a confidare con qualcuno.
In quest’ultimo caso è più facile confortare la persona e ricordarle con onestà che, benché con difficoltà, un percorso terapeutico è possibile e ci sono centri specializzati per la cura della dipendenza da gioco patologico che hanno aiutato migliaia di persone a gestire il loro problema.
Nel caso peggiore in cui il gambler nega il suo problema magari cercando di chiudere la comunicazione o mostrandosi aggressivo verso l’interlocutore, la cosa migliore è spostare l’attenzione al fatto che si è onestamente preoccupati per lui, che si è a disposizione quando sarà il momento di parlare e che comunque per quanto grande e ingestibile possa sembrare un problema di dipendenza ci sono, ripetiamolo, soluzioni professionali per la cura di tutte le dipendenze, anche quella da gioco (che non è meno grave di altre ma non è neanche meno curabile).

Cosa fare quanto il giocatore mostra la volontà di curarsi

Una volta che il gambler riconosce di aver un problema e desidera fortemente affrontarlo occorre trovare il centro di cura per dipendenze che si adatta alla sue particolarità. Di centri ne esistono molti e i servizi offerti possono essere abbastanza variegati, le considerazioni devono essere attente e non ultimo deve esserci un feeling di accettazione da parte del gambler della struttura in cui andrà ad affrontare le sue problematiche.
Il percorso di cura, come detto, è un sentiero superabile ma arduo, è importante che il il paziente trovi un luogo dove cura, riflessioni, terapie possano svolgersi al meglio nell’ottica di un superamento efficace ed effettivo della sua dipendenza da gioco.

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